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contributo inviato da rudyfc il 21 novembre 2008
UNA GIOVANILE AMBIZIOSA
di
Salvatore Bruno

Il caso della commissione di vigilanza Rai e l’atteggiamento del senatore del Pd eletto alla presidenza Riccardo Villari, in questi giorni, mi ha portato a riflettere su quanto sia necessaria nel nostro partito una nuova classe dirigente, libera, meno “poltronista” e non autoreferenziale.
In questo contesto nasce l’esigenza di una giovanile di partito forte, autorevole e autonoma che risponda in modo deciso al rinnovamento tanto invocato e desiderato da più parti.
Ma per far ciò servono ragazzi e ragazze non servili e zerbini del leader di turno, ma con idee e capaci di vivere il loro tempo. Quella che propongo è una giovanile che si occupa dei temi del lavoro, della scuola, dell’università e dei diritti civili e sia capace su questi di dettare l’agenda politica del Partito democratico. Vorrei una giovanile ambiziosa.
Ricordate tutto si può fare, basta volerlo.


LE NOSTRE BATTAGLIE DI SINISTRA
di Giulia Innocenzi


Perché un ragazzo dovrebbe votare per le primarie del 21 novembre? Perché le primarie dei Giovani democratici potrebbero costituire un processo rinnovatore per la politica italiana: diritto di voto ai quattordicenni, “primarie aperte” come recita l’articolo 1 del regolamento, possibilità per chiunque di votare e di farsi votare.
Questo sulla carta.
La partitocrazia, però, ha cercato di soffocare tale processo democratico, omettendo le regole e la trasparenza. Siamo noi, elettori e candidati, che abbiamo ora in mano lo strumento delle primarie, e possiamo decidere se farne un’occasione di implementazione della democrazia interna dei partiti – come ho cercato di fare attraverso la mia candidatura – piuttosto che un meccanismo di cooptazione autoreferenziale per la struttura partitica.
Con un’autonomia nel metodo e nel merito, i Giovani democratici potrebbero riportare il Pd alle battaglie di quella sinistra europea e progressista ad oggi escluse dall’agenda politica italiana: la laicità, i diritti civili, l’autodeterminazione, l’antiproibizionismo.
Perché «dal corpo dei malati al cuore della politica» i tanti Luca Coscioni e Piergiorgio Welby, e le Eluana Englaro e i Giovanni Nuvoli, possano avere voce in parlamento e non debbano sentirsi dire che «sulla vita non si vota». Perché gli omosessuali possano autodeterminarsi, liberi da chi vuole imporre loro una sessualità dettata da morali altre. Perché gli studenti possano frequentare una scuola libera e laica, valutata attraverso dati pubblicati su internet, che permettano la competizione fra gli istituti basata sulla qualità dell’insegnamento.
Perché l’università non sia più soffocata dalle baronie autoalimentate dal valore legale del titolo di studio, dall’obbligatorietà dei concorsi universitari e da una ricerca limitata da leggi oscurantiste.
Per le battaglie che ho portato avanti finora e per quelle che vorrò compiere all’interno dei Giovani democratici. Con la chiarezza e la trasparenza con cui mi sono presentata sin dall’inizio, con la mia tessera di Radicali italiani, dell’associazione Luca Coscioni e del Partito democratico. Perché credo nel Pd e credo che possiamo riformarlo, insieme.



STO CON GLI SPIRITI LIBERI
di Dario Marini


Questi sono stati, per me, mesi straordinariamente intensi, fatti di politica sul campo, quella vera, complessa e affascinante. Arriva ora il momento di stringere i denti più che mai, per lasciare un segno e rendere reale, tutti insieme, un’idea rivoluzionaria di giovanile e di impegno giovanile nel Pd.
Sono felice di poter dialogare con molti giovani con grande franchezza, consapevole del percorso unico che abbiamo condiviso all’insegna della competenza, dell’etica della responsabilità, della politica come percorso di crescita individuale al di là della “spada” e del “sangue”.
Le sfide che sono alla base della mia candidatura a segretario dei giovani del Pd sono tre. La prima è l’opportunità di costruire una giovanile di spiriti liberi, autonomi e critici.
Un’organizzazione vera, nazionale, ma al tempo stesso federale e aperta a tutti senza pregiudizi. La seconda è la voglia di non riproporre gli schemi del passato, voglia di sussidiarietà e di praticità. La terza ragione è l’assoluta necessità di un cambio generazionale all’interno del Pd, intendendo con questo non solo l’aspetto anagrafico ma anche il profilo politico dei suoi “giovani”.
Insomma, certo non avrò vinto il Nobel in economia o in scienze politiche, ma ho chiaro in testa che c’è una sinistra riformista in via di estinzione in aree importantissime per il paese e un Pd in difficoltà fra gli under 30, che pure hanno mutui sulle spalle, non arrivano a fine mese, ma preferiscono al nostro senso di realtà il radicalismo leghista o il machismo dei berluscones.
È tempo di testimoniare che i Democratici esistono davvero, che c’è una parte importante del paese e dei suoi giovani che non si accontenta di andare in piazza ma vuole essere protagonista, spendersi per risolvere i piccoli e grandi problemi, capire i territori e partecipare concretamente al cambiamento.
Un’alternativa è possibile.


AUTONOMI, PER RAPPRESENTARE TUTTI
di Fausto Raciti


Il 21 novembre 2008, nascerà l’organizzazione giovanile del Pd. Abbiamo fatto una scelta coraggiosa: aprire una fase costituente partecipata nella quale ragazze e ragazzi tra i 14 e i 29 anni eleggeranno il segretario nazionale e i rappresentanti nelle assemblee nazionale e regionale. Sono centinaia i ragazzi che in tutta Italia hanno deciso di partecipare candidandosi, mettendoci il proprio impegno, la propria passione, le proprie idee.
Siamo cresciuti in un decennio che ha visto le forze riformiste, per due volte, guidare l’Italia. Ci siamo interrogati sulle potenzialità e sui limiti di quella stagione politica e abbiamo vissuto la nascita del Partito democratico come la grande occasione per continuare quel percorso, per cambiare il paese.
Le giovani generazioni non rappresentano una classe o un determinato gruppo sociale. È senza dubbio difficile oggi riuscire a dare una determinata rappresentanza a quella fascia di età che si trova a vivere in una società in continua evoluzione e altamente frammentata.
Per questo, l’autonomia non è una scelta, ma una necessità. L’unico modo per formare una nuova e autorevole classe dirigente è rifuggire da logiche di cooptazione e di selezione casuale, educandoci, di fatto, a non rappresentare solo noi stessi.
Noi vogliamo essere il riferimento dei giovani che vanno avanti con le proprie capacità, che sanno che la valorizzazione del merito non è una minaccia, ma una grande opportunità per realizzare l’uguaglianza, in un paese in cui reddito e cultura di origine sono spesso determinanti per il percorso di vita. Siamo la prima generazione che vede la propria cittadinanza in Europa. Noi siamo per il diritto alla studio, perché la conoscenza è potere; vogliamo difendere i diritti dell’esercito di lavoratori precari o in nero, a cui non viene concessa neanche la rateizzazione di un pc; siamo per rappresentare il diritto di chi verrà dopo di noi, quello di vivere in un mondo sostenibile, dove tutti abbiano la consapevolezza che nulla è infinito e tutto è precario. Vogliamo costruire una società dei diritti e dell’inclusività sociale. Questa è la nostra generazione.
Questi sono i giovani democratici.


TAG:  PD  GIOVANI  PRIMARIE  BRUNO  INNOCENZI  RACITI  MARINI 

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commenti a questo articolo 1
commento di danyb inviato il 21 novembre 2008
La Innocenzi di bello ha solo la f..a perchè per il resto Radicale, anticlericale, anticristiana, abortista, il peggio del peggio

Cmq è una bella ragazza
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8 febbraio 2008
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